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| 31 ott 2021 | 14:37

Mancano medici di base, ''In alcune zone difficile fare anche il vaccino antinfluenzale''. Il Patt: ''Territori abbandonati, per la giunta la medicina territoriale solo spot elettorale'' 

La mancanza dei medici di base in Trentino, denunciata anche dal presidente dell'Ordine, Marco Ioppi, sta preoccupando la cittadinanza. I consiglieri provinciali Demagri e Dallapiccola: ''C’è grossa preoccupazione in Primiero, visto che a causa della carenza di medici non sarà possibile, se non per gli anziani tramite il medico di famiglia, nemmeno fare il vaccino anti-influenzale"

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Questa Giunta provinciale “ha usato la medicina sul territorio solo come slogan da campagna elettorale”. A dirlo sono i consiglieri provinciali del Patt, Paola Demagri e Michele Dallapiccola, in merito ai tanti problemi che si stanno registrano in Trentino per la mancanza di diversi medici di famiglia.

 

Un tema quanto mai sentito soprattutto nelle valli dove, in alcuni casi, i cittadini sono costretti a fare chilometri e chilometri per riuscire a raggiungere un ambulatorio e farsi visitare. Numeri anziani si trovano in difficoltà e fino ad oggi non si è riusciti a trovare alcuna soluzione.

 

E' quindi non manca la grande preoccupazione in Trentino, soprattutto nelle zone più periferiche per la situazione dei medici di medicina generale e soprattutto per la gestione della carenza di sanitari da parte della Giunta provinciale.

 

“Sono arrivate molte segnalazioni – hanno spiegato Demagri e Dallapiccola - di preoccupazione per la situazione della medicina sul territorio, tematica molto cara al governo provinciale in campagna elettorale ma che nei fatti non ha visto azioni concrete per risolvere i problemi. In particolare c’è grossa preoccupazione in Primiero, visto che a causa della carenza di medici non sarà possibile, se non per gli anziani tramite il medico di famiglia, nemmeno fare il vaccino anti-influenzale. Il Cup risponde che non ci sono date disponibili per vaccinarsi e non c’è in previsione alcuna soluzione”.

 

Sulle pagine de ilDolomiti.it a sottolineare come la situazione sia “preoccupante” è stato anche il presidente dell'Ordine dei Medici del Trentino. Marco Ioppi ha denunciato la mancanza di medici e come la soluzione “tampone” messa in campo con l'invio di sanitari ancora impegnati nel loro percorso di formazione non stia risolvendo la situazione. (QUI L'ARTICOLO)

 

La consigliera provinciale Paola Demagri da sempre è sensibile al tema e più volte ha sollecitato la Giunta a trovare soluzioni per risolvere il problema della carenza dei medici.

 

“Anche a Mori ci sono problemi, dove la Guardia medica nel mese di novembre sarà attiva solamente il sabato e la domenica dalle 8 alle 20, mentre negli altri orari e per i giorni infrasettimanali non sarà attivo il servizio. Tutto queste stride con le promesse della Giunta – continua Demagri – e i territori si sentono abbandonati. Purtroppo tutte le promesse fatte e i proclami della Giunta non trovano riscontro, ma anzi, si assiste ad un impoverimento dell’assistenza con grande preoccupazione dei cittadini”.

 

Situazioni critiche ci sono in Val di Ledro e in tante altre zone del Trentino. Proprio nelle scorso settimane l'Ordine è stato costretto a sospendere 5 medici di base perché non si erano vaccinati. Sospensioni, previste per legge, che vanno ad impattare su una situazione già difficile.

 

“E’ chiaro – concludono i consiglieri del Patt - che la situazione sanitaria in generale è problematica anche a causa della carenza di personale dovuta alla situazione legata ai vaccini, ma non è certo riducendo i servizi che si risolve il problema. L’auspicio è che la Giunta si decida ad aprire un confronto con tutte le realtà coinvolte al fine di trovare una soluzione al problema per garantire i servizi e dare ai cittadini l’assistenza di cui hanno estremo bisogno”.

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